“Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo”
Il buon Archimede disse questa frase con una accezione puramente fisica, o forse no? Se ci fosse un significato non fisico? Un altro significato che forse nemmeno Archimede intendeva? Proviamo a riscriverla così:
“Diamoci un punto di appoggio e rivoluzioneremo il mondo”
Quale punto di appoggio? Che vuol dire “rivoluzionare”? Quale mondo si intende?
Partiamo dal fondo, il mondo è quello che percepiamo, le nostre relazioni con gli altri essere umani e la natura, le nostre emozioni, i nostri pensieri, ecc… Insomma, tutto quello che arriva alla nostra coscienza.
Rivoluzionare vuol dire “cambiare punto di vista”. Cambiare punto di vista su quello che ci succede, sulle nostre credenze, sugli altri.
Infine, il punto d’appoggio siamo noi stessi, l’unico punto d’appoggio dove possiamo intervenire e che al tempo stesso ci nutre. Non l’altro, ma solo noi stessi possiamo rivoluzionare il mondo. Qualcuno potrebbe obiettare: “Eh ma io sto cercando di cambiare, ma anche l’altro deve cambiare!”. Comprensibile, ma in questo modo stiamo inserendo un secondo punto d’appoggio e come sapeva bene Archimede, non esiste una leva con due punti di appoggio. Non funzionerebbe, non solleverebbe nulla, figuriamoci il mondo.
Vivere la vita in modo diverso è possibile, dobbiamo solo fidarci del nostro punto d’appoggio.