Un po’ di spunti sui risultati delle europee

Quali sono le principali ragioni di chi non andato a votare?

Non sentirsi in linea con nessun partito, delusione verso la politica (dei palazzi), rassegnazione del tipo “tanto non cambia niente” (e qui li capisco dato che il parlamento europeo non conta una cippa). E’ il caso di partire da un’analisi dell’astensione per iniziare ad invertire la rotta.

C’è un rischio di ritorno al fascismo?

Direi di no, ci sono ovviamente dei personaggi deliranti con dei seguaci, ma non vedo un rischio di fascismo per una serie di ragioni sociali, politiche ed antropologiche. Credo che il “pericolo fascimo” sia per lo più usato come strumento di distrazione di massa da una certa “sinistra” che non ha più nulla da dire perchè troppo compromessa.

Il M5S è morto?

Una parte di me spera di sì, così almeno ci leviamo di torno un po’ di finta opposizione. Dopo aver gettato le basi per la terza guerra mondiale votando l’invio di armi all’Ucraina non puoi scrivere “#pace” sul simbolo (che poi perchè usare un hashtag?). Infatti, ha dimezzato i voti: dai 4,6 milioni di voti del 2019 ai 2,3 milioni del 2024.

Si può partire dal risultato di Pace, Terra e Dignità di Santoro?

Direi di sì, per quanto la lista contenesse qualche soggetto discutibile e sia stata un po’ improvvisata ha raccolto un buon risultato segnalando che c’è un embrione dal quale può nascere qualcosa di importante.

Gli Stati Uniti d’Europa (Bonino, Renzi e compagnia) hanno raccolto quasi nulla, questo mi sembra un dato positivo.

“Si sono candidati tutti!”

Si stanno avvicinando le elezioni!

Europee, ma anche comunali in molte città. Anche la mia cittadina natale andrà al voto: 35000 abitanti, 7 candidati a sindaco, 24 liste per un totale di circa 500 candidati. Un candidato ogni 70 abitanti.

Lo stalking pre-elettorale è iniziato da un po’ e varie persone con cui ho parlato commentano questi numeri con un “si sono candidati tutti!”. In prima battuta ho condiviso questo commento basato sostanzialmente su un ragionamento “arrivista”, perché è così che viene percepita (e troppo spesso vissuta) la politica, come arrivismo.

Poi, però, riprendo coscienza e guardo il tutto da un altro punto di vista, da un vecchio-nuovo senso di politica. Un senso più ampio, ogni nostro gesto è politico, un senso più altruista, mettersi a servizio della comunità, un senso di potenza, ogni gesto cambia la realtà, ognuno di noi senza bisogno di essere il presidente della Repubblica può cambiare la nostra comunità.

Quindi mi dico: “tanti candidati? meglio!”. Più persone si occupano di politica più la politica sarà trasparente, anche solo per il semplice fatto che gli affaristi della politica avranno molte meno possibilità di fare affari. Come quando in una piazza qualcuno vuole gettare un rifiuto a terra, se la piazza è semivuota si farà pochi problemi nel gettarlo a terra, se la piazza è piena magari avrà voglia di gettarlo in un cestino.

Il mondo non ci piace? Iniziamo a cambiarlo.