Julian Assange è libero

Julian Assange è libero e colpevole, colpevole di aver informato il mondo intero dei crimini di guerra (e molto altro) commessi dallo Stato più “democratico” e “giusto”, colpevole di aver diffuso una quantità incredibile di informazioni estremamente importanti per noi cittadini, in poche parole: colpevole di aver fatto il giornalista. Ma che ne sanno i giornalari nostrani di che cosa vuol dire fare il giornalista…

Grazie Julian!

Un po’ di spunti sui risultati delle europee

Quali sono le principali ragioni di chi non andato a votare?

Non sentirsi in linea con nessun partito, delusione verso la politica (dei palazzi), rassegnazione del tipo “tanto non cambia niente” (e qui li capisco dato che il parlamento europeo non conta una cippa). E’ il caso di partire da un’analisi dell’astensione per iniziare ad invertire la rotta.

C’è un rischio di ritorno al fascismo?

Direi di no, ci sono ovviamente dei personaggi deliranti con dei seguaci, ma non vedo un rischio di fascismo per una serie di ragioni sociali, politiche ed antropologiche. Credo che il “pericolo fascimo” sia per lo più usato come strumento di distrazione di massa da una certa “sinistra” che non ha più nulla da dire perchè troppo compromessa.

Il M5S è morto?

Una parte di me spera di sì, così almeno ci leviamo di torno un po’ di finta opposizione. Dopo aver gettato le basi per la terza guerra mondiale votando l’invio di armi all’Ucraina non puoi scrivere “#pace” sul simbolo (che poi perchè usare un hashtag?). Infatti, ha dimezzato i voti: dai 4,6 milioni di voti del 2019 ai 2,3 milioni del 2024.

Si può partire dal risultato di Pace, Terra e Dignità di Santoro?

Direi di sì, per quanto la lista contenesse qualche soggetto discutibile e sia stata un po’ improvvisata ha raccolto un buon risultato segnalando che c’è un embrione dal quale può nascere qualcosa di importante.

Gli Stati Uniti d’Europa (Bonino, Renzi e compagnia) hanno raccolto quasi nulla, questo mi sembra un dato positivo.

“Si sono candidati tutti!”

Si stanno avvicinando le elezioni!

Europee, ma anche comunali in molte città. Anche la mia cittadina natale andrà al voto: 35000 abitanti, 7 candidati a sindaco, 24 liste per un totale di circa 500 candidati. Un candidato ogni 70 abitanti.

Lo stalking pre-elettorale è iniziato da un po’ e varie persone con cui ho parlato commentano questi numeri con un “si sono candidati tutti!”. In prima battuta ho condiviso questo commento basato sostanzialmente su un ragionamento “arrivista”, perché è così che viene percepita (e troppo spesso vissuta) la politica, come arrivismo.

Poi, però, riprendo coscienza e guardo il tutto da un altro punto di vista, da un vecchio-nuovo senso di politica. Un senso più ampio, ogni nostro gesto è politico, un senso più altruista, mettersi a servizio della comunità, un senso di potenza, ogni gesto cambia la realtà, ognuno di noi senza bisogno di essere il presidente della Repubblica può cambiare la nostra comunità.

Quindi mi dico: “tanti candidati? meglio!”. Più persone si occupano di politica più la politica sarà trasparente, anche solo per il semplice fatto che gli affaristi della politica avranno molte meno possibilità di fare affari. Come quando in una piazza qualcuno vuole gettare un rifiuto a terra, se la piazza è semivuota si farà pochi problemi nel gettarlo a terra, se la piazza è piena magari avrà voglia di gettarlo in un cestino.

Il mondo non ci piace? Iniziamo a cambiarlo.

Il sistema dominante sta crollando.

La propaganda del sistema sta diventando sempre più una parodia di se stessa. L’ultimo vergognoso esempio è stato quello tra Dargen D’Amico-Ghali e la dirigenza Rai al festival di Sanremo (festival che è ormai tristemente famoso per essere un centrifugato di qualunquismo, egocentrismo ed ipocrisia). Tempo fa’ almeno alle aspiranti Miss Italia era concesso dire: “Vorrei la pace nel mondo”. Ora non si può dire nemmeno quello. La propaganda nei suoi ultimi colpi di coda prova a negare il massacro che sta avvenendo a Gaza sotto gli occhi di tutto il mondo.

Per il conflitto Russia-Ucraina la superficiale dialettica del buono-cattivo, aggressore-aggredito o vittima-carnefice ha retto abbastanza bene, ma ora?
Chi è il buono e chi il cattivo?
Chi l’aggressore e chi l’aggredito?
Chi la vittima e chi il carnefice?

Il sistema dominante sta crollando. Quanto ci vorrà? Non ci è dato saperlo, ma le crepe sono sempre più evidenti. Cosa possiamo fare? Intanto possiamo smettere di credere alle cavolate che ci raccontano a reti unificate.

Giovani, politica e mutui

E’ innegabile il ribrezzo che hanno molti italiani per la politica, i dati sull’astensionismo parlano da soli. Ribrezzo e disinteresse che in particolare serpeggia tra i giovani. La politica viene vista come una cosa lontana, sporca e vergognosa. Ci tengo a precisare che la politica citata fin qui, è la politica dei politicanti, una classe dirigente per varie ragioni indegna di gestire la cosa pubblica. Vorrei parlare invece di che cosa secondo me è la Politica, in sinossi: la Politica è vicina, tutto è Politica.

Questo senso di lontananza che provano gli italiani pensando alla politica è principalmente dovuto a due fattori: la politica sembra non riguardarci, si pensa alla politica inarrivabile della “élite” che abita i palazzi romani (e tutte le varie aziende e banche).

Partiamo dalla seconda questione. “I singoli cittadini non contano nulla, per contare devi essere almeno sindaco” o stereotipi simili. Potrebbe sembrare assurdo, ma vi posso garantire che l’impatto di un cittadino attivo è paragonabile a quello di un deputato (e parlo per esperienza diretta). Nella vita spesso trascuriamo l’impatto reale delle nostre azioni, anche le più banali, tipo fare la spesa o scegliere se far passare un pedone sulle strisce pedonali. Tutto è Politica.

Politica è scegliere di comprare un prodotto che non derivi dallo sfruttamento dei lavoratori.
Politica è scegliere come e dove informarsi.
Politica è scegliere.

La prima questione, invece, riguarda il senso di “lontananza” della politica. A questo proposito, vi racconto una breve discussione con un mio amico “disinteressato”. Questo mio amico era in difficoltà perché, nonostante un lavoro stabile, non riusciva a permettersi un mutuo per comprare casa a causa degli alti tassi. Ecco, gli feci notare che i tassi dei mutui vengono, in buona sostanza, decisi dalle banche centrali, la Banca Centrale Europea (BCE) nel nostro caso. La BCE, come tutte le banche centrali, ha un ruolo politico, non esiste una banca centrale “tecnica” ed “indipendente” (per quanto possano indottrinarci del contrario).

Se non ci occupiamo di Politica (con la maiuscola), potete star certi che la politica (con la minuscola) si occuperà di noi.