Devi essere un vincente, punto.

Sta facendo molto scalpore la felicità della giovane nuotatrice Benedetta Pilato. Fa scalpore perché è una felicità data da un quarto posto alle Olimpiadi (volgarmente detta “la medaglia di legno”). I commentatori Rai sono rimasti scioccati e travolti da questa felicità, non si capacitavano di come una persona può essere felice “nonostante” il quarto posto in una finale olimpica, ossia sei la quarta migliore al mondo. Particolarmente imbarazzanti sono stati i commenti della nota sportiva Elisa Di Francisca: “ma ci è o ci fa?”, “cosa ci è andata a fare…”, “rabbrividisco” ecc… 

Viviamo in una società dove devi essere il primo, perchè il secondo è solo il primo dei perdenti. Devi essere un vincente, punto. Siamo tutti schiacciati da questa mentalità idiota che sta distruggendo l’umanità, siamo schiacciati da questa idea di sopraffazione del prossimo, nello sport, nel lavoro, nel condominio e tra i popoli.

Giustamente, a difesa della nuotatrice, si è sollevata una protesta contro la mediocrità delle reazioni dei dipendenti Rai. Ricordiamoci però che questo modo di “vivere” cammina sulle nostre gambe. Come e quanto giudichiamo gli altri? Li giudichiamo in base alla loro professione, ai risultati sportivi, al loro conto in banca? E soprattutto, come giudichiamo noi stessi? Ci giudichiamo in base alla nostra classe sociale, ai risultati dei nostri figli, ai like che prendiamo nei social?

Il confronto è sempre un ottimo modo per conoscere e conoscersi, ma quando il confronto diventa competizione la tua disfatta vuol dire la mia vittoria, la tua morte vuol dire la mia sopravvivenza.

Alleniamoci alla compassione verso gli altri, ma soprattutto verso noi stessi. 
Accogliamo il fatto di aver commesso errori, di non essere stati all’altezza delle aspettative (degli altri), di essere stati fragili.
Osservandoci, possiamo riconoscere e lasciare andare le paure, le aspettative ed i pregiudizi. 
Apriamoci all’idea di essere già completi e perfetti così come siamo. 

Perché siamo Oro.

Il sistema dominante sta crollando.

La propaganda del sistema sta diventando sempre più una parodia di se stessa. L’ultimo vergognoso esempio è stato quello tra Dargen D’Amico-Ghali e la dirigenza Rai al festival di Sanremo (festival che è ormai tristemente famoso per essere un centrifugato di qualunquismo, egocentrismo ed ipocrisia). Tempo fa’ almeno alle aspiranti Miss Italia era concesso dire: “Vorrei la pace nel mondo”. Ora non si può dire nemmeno quello. La propaganda nei suoi ultimi colpi di coda prova a negare il massacro che sta avvenendo a Gaza sotto gli occhi di tutto il mondo.

Per il conflitto Russia-Ucraina la superficiale dialettica del buono-cattivo, aggressore-aggredito o vittima-carnefice ha retto abbastanza bene, ma ora?
Chi è il buono e chi il cattivo?
Chi l’aggressore e chi l’aggredito?
Chi la vittima e chi il carnefice?

Il sistema dominante sta crollando. Quanto ci vorrà? Non ci è dato saperlo, ma le crepe sono sempre più evidenti. Cosa possiamo fare? Intanto possiamo smettere di credere alle cavolate che ci raccontano a reti unificate.